SERVIZI DI OSTETRICIA E GINECOLOGIA

ECOGRAFIE IN GRAVIDANZA

DOTT.SSA D’EMILIO, DOTT.SSA MALAIGIA, DOTT.SSA FRANCHI, DOTT.SSA SCIARRA

A- L’ecografia ostetrica del primo trimestre è il primo esame eseguito nella gravidanza. Si tratta di un’indagine molto importante i cui obiettivi sono i seguenti:

1) valutare se la gravidanza è posizionata dentro l’utero, quindi escludere un’eventuale extrauterina.

2) datare con precisione la gravidanza. Questa valutazione è importante per poter capire in seguito quali feti crescono poco (ritardi di crescita).

3) valutare il numero degli embrioni. In caso di gravidanza gemellare è indispensabile riconoscere se monocoriale o bicoriale; monoamniotica o biamniotica , in base al numero delle placente e dei sacchi amniotici.

4) riconoscere patologie concomitanti dell’utero e delle ovaia, (es. fibromi, cisti, malformazioni).

5) diagnosticare la presenza di anomalie embrionali o fetali gravi visibili ad un’epoca precoce di gravidanza , (es. anencefalia, igroma cistico, difetti degli arti ).

6) diagnosticare in modo tempestivo la presenza di distacchi amnio-coriali (a volte si manifestano con piccole perdite ematiche vaginali) o la presenza di un eventuale aborto interno.

B- La traslucenza nucale (ECOGRAFIA GENETICA) è un esame ecografico del feto che viene eseguito fra l’11a e la 13a settimana. Se eseguito da un operatore esperto dotato di un apparecchio di ultima generazione, misurando lo spessore della nuca fetale e visualizzando l’osso nasale si è in grado di stimare il rischio che ha il feto di essere affetto da sindrome di Down (trisomia 21). E’ un esame non invasivo che ha una sensibilità del 70%, che aumenta al 90% se oltre alla traslucenza nucale si esegue anche il Bi-Test che è un prelievo di sangue materno.

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C- Ecografia morfologica di II livello a 19-23 settimane.

Questa ecografia, se eseguita da un operatore esperto con un apparecchio all’avanguardia, è in grado di escludere il 90% delle malformazioni gravi eventualmente presenti. L’esame va consigliato a tutte le donne in gravidanza che vogliono essere rassicurate. L’esame prevede anche:

1) lo studio Doppler della funzione placentare, per identificare le donne a rischio di gestosi o i feti a rischio di rallentata crescita.

2)la valutazione del collo dell’utero, per identificare le donne a rischio di parto prematuro (cervicometria).

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D- Ecografia del terzo trimestre o dell’accrescimento.

Viene eseguita tra la 28a e la 32a settimana di gestazione per stimare il peso del feto (ritardo di crescita o macrosomia fetale). In quest’epoca è possibile anche diagnosticare malformazioni che non erano presenti al 5° mese (ad es. patologie renali, cardiache, degli arti). Tramite lo studio Doppler delle arterie uterine e delle arterie ombelicali è possibile valutare il benessere fetale e il rischio della madre di sviluppare ipertensione gestazionale e gestosi. A quest’epoca viene valutata anche la quantità di liquido amniotico (AFI).

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ESAMI PRENATALI PER LE ANOMALIE CROMOSOMICHE

 

Al fine di individuare le principali anomalie cromosomiche esistono due tipologie di esami:

  • L’esame diagnostico, che fornisce informazioni certe riguardo le patologie ricercate.
  • L’esame di screening, che individua il rischio probabilistico riguardo le patologie ricercate.

L’esame diagnostico  è invasivo (il rischio di aborto legato  alla procedura  è del 0.5 – 1 %); l’esame di screening, non è invasivo ed ha una sensibilità diversa a seconda del tipo esame, dal 90 al 99%.

TEST DIAGNOSTICI

 

L’ analisi del cariotipo fetale viene proposta alle donne a  partire dai 35 anni di età e a donne a rischio per screening alterato. Essa può essere eseguita alla fine del I trimestre (11-13 settimane), mediante VILLOCENTESI o nel II trimestre mediante AMNIOCENTESI (15- 18 settimane).

• VILLOCENTESI

 

La villocentesi è una tecnica di diagnosi prenatale che consiste nel prelievo di una piccola quantità di villi coriali (il tessuto che forma la placenta) mediante un ago sottile introdotto nell’utero attraverso l’addome. Come l’amniocentesi serve a valutare con certezza il numero e la forma dei cromosomi, per escludere anomalie a loro carico. Rispetto all’amniocentesi, la villocentesi è oggi preferibile, a parità di incremento del rischio di aborto (1%), fornisce una risposta più rapida e precoce e quindi riesce a rassicurare molto presto le future mamme.

• AMNIOCENTESI

L’amniocentesi è una tecnica di diagnosi prenatale che consiste nel prelievo del liquido amniotico mediante un ago sottile introdotto nell’utero attraverso l’addome. L’amniocentesi serve a valutare il numero e la forma dei cromosomi al fine di escludere numerose patologie cromosomiche, tra le quali la più frequente è la Sindrome di Down (o trisomia 21 o mongolismo).
Molte pazienti scelgono di sottoporsi all’esame per motivi di tranquillità personale, indipendentemente dalla presenza di specifici fattori di rischio. Per chi lo desidera è possibile escludere anche alcune malattie genetiche, come la fibrosi cistica, il ritardo mentale legato all’X-fragile e sordità congenita

TEST DI SCREENING 

Il Test Combinato  del primo trimestre è composto da due distinti esami : l’ecografia per la misurazione dell Traslucenza Nucale e un prelievo di sangue materno, chiamato Bi- Test . I risultati di queste due analisi vengono combinati con i dati anamnestici della paziente. Si esegue nel I trimestre di gravidanza, esattamente tra la 11 e le 13 settimane + 6 giorni di gestazione; la sensibilità del test si attesta sul 90% per la Trisomia 21 (Sindrome di Down).

Il Test di Screening Prenatale non Invasivo di Aneuploidie Cromosomiche (NIPT) si esegue non prima della 10° settimana di gestazione e consiste in un prelievo di sangue materno, sul quale viene isolato, amplificato ed analizzato il DNA fetale circolante.L’esame ha dimostrato una sensibilità superiore al 99% per la Trisomia 21. La sensibilità per la Trisomia 18 è del 98% e per la Trisomia 13 dell’ 87%.

Diapositiva1

 

ECOGRAFIE GINECOLOGICHE

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A) ECOGRAFIA  TRANSVAGINALE

E’ un esame ecografico dell’apparato genitale femminile (utero,ovaie,tube) eseguito con una sonda introdotta in vagina.
Con questa procedura è possibile ottenere informazioni più dettagliate rispetto all’ecografia pelvica addominale. Inoltre per questo esame non è necessario mantenere la vescica piena. La sonda vaginale consente di visualizzare strutture delle dimensioni dell’ordine del millimetro che non sarebbero visibili per via transaddominale. E’ un esame che può essere eseguito in ogni momento del ciclo o in menopausa, è indolore e privo di effetti collaterali. Questo tipo di ecografia è utile per capire la causa di molte irregolarità del ciclo, nella valutazione di cisti ovariche e delle neoformazioni uterine (es. fibromi); questo tipo di ecografia consente il riconoscimento di malformazioni uterine, polipi, lesioni iperplastiche e neoplastiche dell’endometrio.
Durante l’esecuzione dell’ecografia transvaginale viene comunemente eseguito l’ECO COLOR DOPPLER ed il POWER DOPPLER per valutare il flusso di sangue all’interno di una determinata struttura (ovarica o uterina). Poiché il sangue fluisce con caratteristiche differenti nelle neoformazioni benigne rispetto a quelle maligne, poter studiare queste caratteristiche è di notevole aiuto per decidere se rimuovere chirurgicamente una determinata neoformazione (ad es. : una cisti ovarica). L’eco color doppler non richiede ulteriori strumentazioni né costi aggiuntivi.

B) SONOISTEROGRAFIA

DOTT.SSA MALAIGIA

E’ un esame che permette uno studio accurato ed indolore della cavità uterina, evitando di ricorrere all’ISTEROSCOPIA.
Viene eseguito introducendo un sottile catetere sterile monouso all’interno dell’utero; tale manovra non comporta alcun dolore o fastidio.
Successivamente si inseriscono alcuni millilitri di soluzione fisiologica (acqua sterile) la quale, distendendo la cavità uterina consente di visualizzare, mediante l’ecografia transvaginale, eventuali patologie presenti (polipi endometriali, miomi uterini sottomucosi, iperplasie dell’endometrio, malformazioni uterine,). L’esame dura 15-20 minuti.

C) SONOSALPINGOGRAFIA

DOTT.SSA MALAIGIA

Si tratta di un esame che permette di studiare la pervietà tubarica nelle pazienti che cercano una gravidanza. Il momento migliore per eseguire questo esame è rappresentato dai primi giorni dopo la fine della mestruazione. Un sottile catetere sterile monouso viene inserito all’interno del canale cervicale,attraverso questo vengono introdotte nell’utero alcune gocce di soluzione fisiologica sterile e 5-10 ml di aria mentre con la sonda ecografica si controlLa il loro passaggio attraverso le tube.
E’ necessario ricordare che grazie a questa indagine la paziente può evitare di sottoporsi ad indagini più invasive e dolorose (es. isterosalpingografia, laparoscopia diagnostica ).

D) ISTEROSCOPIA

DOTT.SSA DI GIACOMANTONIO

L’isteroscopia diagnostica è un esame invasivo che si propone lo scopo di effettuare una diagnosi osservando direttamente la cavità uterina. In genere senza necessità di anestesia, una volta posizionato lo speculum, si introduce uno strumento d’acciaio dello spessore di alcuni millimetri dotato di fibre ottiche che, attraversando la cervice uterina, permette di ispezionare la cavità dell’utero.
Per consentire la visione della cavità è necessario distendere le pareti uterine con soluzione fisiologica sterile. Dopo l’esame, se indicata, viene eseguita anche la biopsia endometriale.

Indicazioni all’ISTEROSCOPIA:

1) Sospetto clinico e/o ecografico di:
-polipi endometriali
-miomi uterini
-malformazioni uterine
-sindrome di Asherman (aderenze endocavitarie)
-emorragie uterine
-patologie degenerative

2) Sterilità e infertilità
L’esame si effettua preferibilmente nella prima metà del ciclo e la sua durata approssimativa è di alcuni minuti.
Controindicazioni:
– gravidanza iniziale
– segni di infiammazione pelvica
– abbondante perdita ematica in atto

Risultati Attesi:
Diagnosi di eventuali patologie endocavitarie uterine e/o conferma di malformazioni.
L’isteroscopia può non confermare il sospetto diagnostico.

E) COLPOSCOPIA

DOTT.SSA PROCACCIOLI, DOTT.SSA TALLARINI

La colposcopia è un esame diagnostico di secondo livello, semplice ed indolore che consiste nel guardare il collo dell’utero con uno strumento ottico, chiamato colposcopio, che ne permette un ingrandimento.
L’esame non è invasivo né traumatico, non serve anestesia ed il tempo impiegato è quello di una visita ginecologica.
La colposcopia è eseguita principalmente per prevenire e diagnosticare precocemente tumori del collo dell’utero, ma può essere utilizzata in tutti i casi in cui si voglia osservare attentamente i genitali femminili.

Le principali indicazioni all’esecuzione della colposcopia sono:

• Pap test anomalo
• Sospetto di infezione da papilloma virus (HPV) o di altre malattie a trasmissione sessuale
• Perdite di sangue atipiche tra un ciclo mestruale e l’altro o dopo i rapporti sessuali
• Riscontro durante la visita ginecologica di lesioni, polipi o di irregolarità del collo dell’utero o della vagina
Nelle zone sospette, per una diagnosi sicura, può essere effettuata una biopsia.
La colposcopia si effettua al di fuori del ciclo mestruale, meglio se a metà ciclo. Nella donna in menopausa può essere eseguita in qualsiasi momento.

F) RIABILITAZIONE DEL PAVIMENTO PELVICO

DOTT.SSA SCIARRA

Gli obiettivi della riabilitazione del pavimento pelvico sono principalmente due:

  • Ginecologico (prevenzione e/o terapia della statica pelvica)
  • Uro-ginecologico (prevenzione e/o trattamento dell’incontinenza urinaria)

I cardini della riabilitazione uro-ginecologica utilizzati nel programma terapeutico sono:

  • Biofeedback
  • Chinesiterapia pelvi-perineale
  • Stimolazione elettrica funzionale

G) DIAGNOSI E TERAPIA DELLA STERILITA’ DI COPPIA

DOTT.SSA AMICUCCI

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